41 milioni. Questo il numero medio di persone che ogni giorno sono attive sui social media e creano il fenomeno del social sharing.
Non solo: secondo il report pubblicato da We Are Social, le piattaforme ci tengono impegnati per circa 1h e 52 minuti ogni giorno,e trascorriamo circa 6 ore ogni giorno a navigare su internet.
Ma perchè postare e condividere contenuti sui social è un’attività che ci piace così tanto?
In questo articolo esploreremo le 5 ragioni psicologiche che stanno alla base del fenomeno del social sharing, ma prima di tutto è bene liberarci da una falsa credenza.
Il pensiero comune è quello per cui il mondo virtuale dei social ci rende più individualisti.
Non è affatto così: molte ricerche hanno indagato le ragioni per cui postiamo e hanno concluso che il social sharing è un fenomeno così diffuso proprio per l‘effetto che la condivisione di contenuti con altri utenti ha sulla nostra vita reale.
5 ragioni per cui condividiamo sui social
1.Bisogno di stima e autorealizzazione
Ricordi la piramide dei bisogni di Maslow, spesso citata nel marketing?
Nel 1954, lo psicologo Abraham Maslow propose un modello piramidale per descrivere i bisogni umani.
Alla base ci sono i bisogni fondamentali di sopravvivenza: fisiologici e di sicurezza.
Una volta soddisfatti, cerchiamo bisogni più complessi, come quelli sociali e relazionali: appartenenza, stima e autorealizzazione.
I social media soddisfano questo livello di bisogni con diverse dinamiche.
Il bisogno di appartenenza ci spinge a condividere per sentirci accettati da un gruppo.
Il bisogno di stima ci porta a pubblicare contenuti personali che riflettono l’immagine che vogliamo trasmettere di noi stessi e il bisogno di autorealizzazione si vede quando condividiamo i nostri successi, come un traguardo lavorativo o accademico.
2. Farci vedere per come siamo
La base del fenomeno del social sharing non è solo la vanità: i social sono diventati ormai piattaforme su cui trascorriamo gran parte del nostro tempo.
Raccontare la nostra vita in modo autentico, affermare la nostra identità ed unicità e connetterci con altri utenti che vivono le nostre stesse emozioni è una sensazione molto gratificante.
Ecco perchè usare i social con autenticità dovrebbe sempre essere la modalità da prediligere quando apriamo i nostri profili.
3. Raccontare chi vorremmo essere
Mostrare la parte migliore di noi, scegliere di far conoscere solo chi vorremmo essere agli altri è una dinamica che mettiamo in atto sia nelle relazioni virtuali sia in quelle face to face.
Il social sharing spesso premia post che mostrano non solo chi siamo, ma anche chi vorremmo essere, ostentando magari risultati che non abbiamo ancora raggiunto.
La dinamica in sè non rappresenta un pericolo, bisogna però stare sempre attenti a saper riconoscere quello che mostriamo e a mantenere un rapporto di sincerità sia con i nostri follower social sia, e soprattutto, con noi stessi.
4. Il social sharing e la ricompensa
Ammettlo, anche tu entro un’ora dal risveglio controlli quante notifiche e like hai ricevuto, vero?
Questo accade perchè i commenti positivi, i like e le emoticons sotto i nostri post sono un vero e proprio balsamo per la nostra autostima.
Il numero di interazioni che riceviamo sui nostri contenuti non solo ci incentiverà a continuare a condividerne, ma avrà anche un effetto sulle nostre risposte comportamentali.
I like sono ricompense che ci rimandano all’immagine e alla considerazione che gli altri hanno di noi; più ne riceveremo, più ci sentiremo gratificati: lo confermano anche le ricerche scientifiche!
5. Vita perfetta e felicità a tutti i costi
Ti basterà aprire una qualsiasi piattaforma social per vederlo: sono tutti felici.
I post sono il luogo in cui ciascuno fa di tutto per per postare solo contenuti come viaggi, canzoni,successi, relazioni e svaghi: solo contenuti facilmente condivisibili.
Anche in questo caso postiamo ciò che più probabilmente riceverà interazioni; serve sempre prestare attenzione a non distorcere la realtà e la percezione della propria vita reale.