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Scrittura inclusiva: ecco come realizzarla

La scrittura inclusiva è uno degli argomenti di dibattito più sentiti nel mondo della creazione contenuti.

La questione del linguaggio inclusivo sembrava essere riservata solo ad una sparuta nicchia di copywriter e invece è “esplosa” anche per l’opinione pubblica e sta influenzando sempre più settori, dai blog più di nicchia alle grandi campagne pubblicitarie globali.

Scrittura inclusiva: chi non deve restare fuori?

Scrittura inclusiva dunque…ma chi bisogna includere? Con il termine linguaggio inclusivo si fa riferimento allo stile verbale che si rivolge a tutti, anche alle persone che non si riconoscono in uno schema binario.

Non solo: scrivere in modo inclusivo significa anche promuovere la parità di genere ed evitare discriminazioni basate sul sesso dell’interlocutore.

 La prima vera riflessione sulla grammatica di genere ed il linguaggio inclusivo arrivano dal libro di Alma Sabatini: saggista, linguista, insegnante e grande paladina della lotta per i diritti civili.

Con il suo volume “Il sessismo nella lingua italiana”, l’autrice porta all’attenzione del dibattito nazionale la questione del linguaggio inclusivo per la prima volta.

Passano gli anni e il linguaggio inclusivo rimane sempre lì, a ricordarci quanto sia importante e complesso sapersi rivolgere a tutti, senza distinzione.

La “bomba” scoppia ancora nel 2010 con l’annosa questione della grammatica di genere per definire le cariche pubbliche. Sindaco o Sindaca? Ministro o Ministra?

La declinazione al femminile di questi sostantivi ha sollevato un polverone: sempre declinati al maschile per il semplice fatto che per secoli solo gli uomini potevano accedervi, il cambio di genere di queste parole è sembrato “brutto all’orecchio” di alcuni, ed ecco che il linguaggio di genere si è scontrato anche con la musicalità di termini usati nello stesso modo da sempre.

Ma come scrivere in modo inclusivo allora? Ecco tre tips utili.

Scrivere in modo inclusivo: 3 consigli e una precisazione

Iniziamo dalla precisazione: è importante distinguere tra linguaggio inclusivo e linguaggio neutro.

  • Il linguaggio inclusivo è quello che esprime la differenza di genere e affianca in modo naturale maschile e femminile

(esempio: la Professoressa Rossi e il Professor Bianchi sono stati relatori del seminario..)

  • Il linguaggio neutro cerca di non fare mai riferimento al genere, includendo tutti in categorie a-personali

(esempio: I due professori del corso di linguistica del nostro Ateneo sono stati relatori del seminario…)

Ora passiamo ai 3 consigli utili per scrivere con una grammatica che supporti la parità:

1.      Usa la simmetria di genere

Questo stile viene utilizzato per dare il giusto valore alla declinazione di genere, affiancando il termine al maschile e al femminile a seconda del soggetto a cui ci si riferisce.

Un esempio di scrittura inclusiva che usi la simmetria di genere può essere una frase come questa:

“La Dott.ssa Emma Rossi ed il Dott. Luca Verdi hanno presenziato all’incontro”

Il testo in questo modo viene però appesantito con le ripetizioni ridondanti. Una buona soluzione per alleggerire il testo è quella di rifugiarsi in un plurale neutro:

“I Dottori Emma Rossi e Luca Verdi hanno presenziato all’incontro”

2.      Evita gli slash, rendi la tua scrittura inclusiva grazie ai neutri

Ci sono ancora testi che, per cercare lo stile inclusivo a tutti i costi, utilizzano ancora lo slash con frasi come Il/la sottoscritto/a.

Ti è bastato leggere per capire che una forma come questa non può certamente essere gradevole.

Per essere inclusivi basta usare le parole neutre, senza genere.

Al posto di usare I dottori/le dottoresse, basta usare termini collettivi come “il nostro personale sanitario” per rendere la frase scorrevole e non incappare in complesse distinzioni grammaticali di genere.

Il linguaggio inclusivo deve prendere in considerazione gli interlocutori non binari, che si riconoscono nella comunità LGBT.

Il sito di riferimento in questo caso è Italiano inclusivo: il portale suggerisce l’utilizzo della schwa (ə) per un linguaggio inclusivo a tutti gli effetti.

L’interlocutore che non si riconosce nel sistema di genere binario (maschile/femminile), si troverà in una zona di comfort quando troverà non più chiocciole @ o asterischi * alla fine delle parole, ma si vedrà declinato con questo carattere.

Secondo il portale italiano inclusivo, la schwa (ə) è la soluzione ideale per tre ragioni:

  • In molti dialetti è foneticamente già utilizzata quindi riconoscibile al suono;
  • Esiste anche il carattere maiuscolo, declinato in due forme Ǝ oppure Ə
  • È declinabile al singolare (ə) e al plurale (з)

Usare una nuova grammatica inclusiva significa sperimentare nuove soluzioni e formule in grado di arrivare al pubblico in modo naturale ed elegante, senza stravolgere la forma ma arricchendo la struttura dei periodi e dei testi per parlare a tutti.

Tu cosa ne pensi della scrittura inclusiva? L’hai mai usata o vorresti iniziare a farlo per produrre i tuoi contenuti?

PARLIAMONE!

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