Ammettiamolo, con il lockdown un po’ tutti ci siamo ormai abituati a fare i nostri acquisti online.
Però è innegabile che, ogni volta che inseriamo i numeri della nostra carta di credito proviamo un piccolo moto di diffidenza.
“Mi piacerebbe poter toccare questo tessuto dal vivo”
oppure
“chissà se poi questo colore di ombretto mi starà davvero bene ed il colore sarà così luminoso come dalle immagini”
Ecco, questi sono due tipici esempi di pain point che possono essere definiti come problemi molto specifici rispetto al prodotto che fanno percepire diffidenza al cliente nella fase di acquisto.
Come utilizzare i pain point nella scrittura?
Dissipare le diffidenze del cliente è davvero uno dei punti critici da gestire con la creazione di contenuti.
Innanzitutto è necessario che il messaggio sia chiaro: una volta conosciuta la difficoltà percepita dal cliente, ecco che partire da quello per offrire subito una soluzione diventa una strategia efficace.
Moltissime landing pages utilizzano proprio questo strumento di copy.
Frasi come
“Non farti fermare dalla stanchezza”
O
“Non sai mai cosa pubblicare sui social?”
Giocano proprio su questa inversione: trasformano il problema percepito nel primo passo per offrire una soluzione.
Ci sono brand che hanno scelto il proprio nome proprio basandosi sui pain point. Qualche esempio?
Subito.it
Facile.it
Trovaprezzi.it
Pain point e dove trovarli
Non è sempre così immediato capire quali domande si fanno i nostri clienti prima di scegliere di acquistare un nuovo prodotto o servizio.
Nel content marketing, lo spazio più importante per rispondere e risolvere i pain point è senza dubbio un articolo di blog.
Qui si può avere il giusto tempo per dare spiegazioni efficaci e dettagliate rispetto al dubbio o al problema rilevato dal cliente, attirandolo alla lettura fin dal titolo del blog post.
Ma come capire qual è il pain point percepito?
Un grande aiuto ci arriva da Google e dalle cosiddette keyword a coda lunga.
Basta digitare l’inizio di una frase e spesso Google ci restituisce nella barra di ricerca le domande che gli utenti si pongono più spesso.
Se inizio a digitare “come addest…” ecco che già il motore di ricerca mi restituisce alcuni risultati:

Altri strumenti utili per scoprire i pain point sono le ricerche correlate ma anche il box Google “Le persone hanno chiesto anche”.
Risolvere un problema all’utente offre da subito un’immagine di affidabilità.
La vostra attività verrà percepita come aperta all’ascolto e attenta alle esigenze dei clienti.
Microcopy: un’arma vincente per risolvere i pain point
Testi piccoli piccoli ma con un grande potere: sono i microcopy e possono essere i vostri alleati più preziosi per sciogliere i dubbi del vostro pubblico.
Un esempio pratico?
In questa scheda di Trivago.it a colpo d’occhio ci sono già quasi tutte le risposte che l’utente sta cercando:

- Recensioni della struttura
- Prezzi offerti
- Cancellazione gratuita
Questo genere di copy gioca un ruolo fondamentale per rassicurare l’utente.
Fonti per approfondire:
Consiglio questo articolo per approfondire il tema dei pain point: Pain Points: A Guide to Finding & Solving Your Customers’ Problems