Proprio così: per avere una newsletter di successo è necessario che tu smetta di considerarlo come una sorta di opuscolo per pubblicizzare l’offerta del mese.
Ammettiamolo: chi mai smette di fare ciò che sta facendo per leggere una newsletter appena arrivata nella casella di posta?
Facciamo parlare i dati: secondo GetResponse nelle nostre caselle mail, ogni giorno, riceviamo in media 121 mail commerciali e le newsletter occupano il 29% dello spazio delle caselle di posta, più di qualunque altro genere di messaggio.
Newsletter: due domande e la regola del 5
Iniziamo con due domande:
- riesci a ricordare almeno cinque newsletter per cui hai deciso di dare l’iscrizione?
- per almeno una delle newsletter che ricevi, pagheresti 5€ al mese per continuare a riceverla?
Ribaltiamo ora la domanda: se stai inviando una newsletter ai tuoi contatti, almeno il 5% della tua mailing list sarebbe disposto a pagare 5€ al mese per avere i tuoi contenuti periodici?
Se la risposta all’ultima domanda è “no”, ecco una serie di possibili aspetti che potresti migliorare:
- I tuoi contenuti non stanno catturando le emozioni del tuo pubblico;
- Non hai ben chiara la tua UVP (Unique Value Proposition), la tua proposta unica
di valore e questo rende la tua newsletter ( e di conseguenza l’esperienza che
vivono tuoi iscritti) confusa e poco centrate. - Ti stai concentrando più sul creare contenuti che sullo sviluppare aticoli (ma
anche infografiche o webinar), che forniscano ai tuoi iscritti un valore per loro
irrinunciabile; - Hai strutturato una newsletter con un numero fisso di articoli e pur di restare
fedele a questo schema non ti concentri più sulla qualità
Non scrivere una newsletter, costruisci valore
Se stai pensando di scrivere una newsletter o se la scrivi “perché tutti ce l’hanno”, allora
non scrivere più:
la tua newsletter deve avere una ragione per esistere
che non sia “farti conoscere” o pubblicizzare lo sconto del mese, ma è dare un valore misurabile in termini di lead generation, brand reputation o incremento della mailing list
per due gruppi:
- Clienti potenziali o esistenti;
- Azienda
Serve quindi creare una USP (Unique Sales Proposition) che dia una breve ma specifica
dichiarazione alla soluzione proposta dal tuo prodotto o servizio.
La prima USP della storia?
M&M’s con “ti si sciolgono in bocca, non in mano”.
Come far aprire la tua newsletter: tips&tricks
- Osserva dalle statistiche quali sono le mail con un CTR (% di click) più elevato:
significa che quell’argomento ha suscitato interesse. - Dopo l’iscrizione, invia ai lettori un breve sondaggio per conoscerli meglio e magari
capire la loro professione: questo ti aiuterà a creare contenuti di loro interesse. - Fai uno “split test” della tua esca e scopri qual è il contenuto che li ha spinti
maggiormente ad iscriversi. Sarà quello che dovrai approfondire in modo regolare. - Attenzione ai nomi del mittente: usa il nome di una persona. Le mail sono fatte da
persone per le persone. Usare nomi come “newsletter” o IKEA Italia crea già un po’
di distanza, diventate vittime di un “filtro naturale”. - Concentrati sull’oggetto che ha una sola missione: far aprire la mail.
Lunghezza? Si parla di 55 caratteri me sugli schermi degli smartphone, per non
essere “troncati”, serve rimanere entro i 25 caratteri.
Scrivere una newsletter significa attivare un dialogo con il proprio pubblico: per fare in modo che i tuoi contatti la aprano e interagiscano con questo messaggio è importante creare contenuti di qualità, che diano un valore aggiunto ai tuoi utenti.
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