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Come raccontarti online senza bloccarti

Ci sono giorni in cui le parole sembrano arrivare da sole.

E altri in cui apri un documento, scrivi una frase, la cancelli. Ne scrivi un’altra, la rileggi e pensi che sia banale. Alla fine chiudi tutto con la promessa di riprovarci il giorno dopo.

Se ti riconosci in questa scena, voglio dirti una cosa: non sei l’unica.

Molte delle professioniste con cui lavoro arrivano da me convinte di non essere portate per la scrittura. Mi dicono: “Non so cosa dire”, Non riesco a raccontarmi”, “Ho paura di sembrare noiosa”.

Eppure, dopo pochi minuti di conversazione, iniziano a parlarmi del loro lavoro con entusiasmo.

Raccontano episodi, clienti, dubbi, soddisfazioni, cambiamenti. Le parole escono con naturalezza.

Allora il problema non è la mancanza di idee.

Il problema è quello che succede quando quelle idee devono diventare un post.

Non ti manca l’ispirazione. Ti manca il permesso di essere imperfetta.

Quando scriviamo per il web, spesso cambiamo atteggiamento.

Iniziamo a pensare che ogni contenuto debba essere utile, originale, impeccabile. Che debba dimostrare quanto siamo competenti. Che debba piacere a tutti.

Così la scrittura, invece di diventare uno spazio di espressione, si trasforma in una prova da superare.

Ogni frase viene giudicata ancora prima di essere terminata.

Ogni parola sembra quella sbagliata.

E il cursore continua a lampeggiare.

Il vero blocco non è la pagina bianca

La pagina bianca fa paura solo perché le attribuiamo un significato enorme.In realtà, quello che ci blocca è il dialogo che abbiamo con noi stesse.

“Chi vuoi che sia interessato a questa cosa?”

“L’hanno già detto tutti.”

“Non sono abbastanza esperta.”

“Se qualcuno mi giudica?”

Questi pensieri sono molto più rumorosi della tastiera.

E finiscono per convincerci che sia meglio aspettare il momento giusto.

Il problema è che quel momento, quasi sempre, non arriva.

La perfezione è una cattiva consigliera

C’è un’idea che mi piace ricordare ogni volta che mi siedo a scrivere.

Le persone non si innamorano dei contenuti perfetti.

Si fermano davanti a quelli in cui si riconoscono.

Quello che crea connessione non è una frase costruita con attenzione maniacale.

È una frase che fa pensare:

“Anche io mi sento così.”

Quando smetti di voler impressionare e inizi a voler incontrare davvero chi ti legge, la scrittura cambia.

Diventa più semplice.

Più tua.

Scrivere non significa inventare

Molte professioniste credono di dover trovare sempre idee nuove.

In realtà, i contenuti migliori raramente nascono da un colpo di genio, ma dalla quotidianità.

Da una domanda che una cliente ti ha fatto.

Da una difficoltà che hai vissuto.

Da un errore che ti ha insegnato qualcosa.

Da una convinzione che hai cambiato nel tempo.

Ogni esperienza può diventare un contenuto, se impari a guardarla con curiosità.

È per questo che dico spesso che non serve vivere qualcosa di straordinario.

Serve imparare a osservare quello che vivi ogni giorno.

Smetti di scrivere per l’algoritmo

Un altro motivo per cui ci blocchiamo è che scriviamo pensando a tutto, tranne che alle persone.

Pensiamo ai like.,lale visualizzazioni,a cosa funziona o a cosa pubblicano gli altri.

Così perdiamo di vista la domanda più importante.

Chi vorrei aiutare con questo contenuto?

Quando hai chiara la persona a cui stai parlando, le parole arrivano molto più facilmente.

Perché non stai più cercando di piacere a tutti.

Stai semplicemente avendo una conversazione.

Un piccolo esercizio che consiglio spesso

Quando senti di non sapere cosa scrivere, lascia perdere il computer.

Prendi un quaderno.

E completa queste frasi.

  • Oggi ho capito che…
  • Una cliente mi ha fatto riflettere su…
  • Se potessi dire una cosa a una professionista che si sente bloccata, sarebbe…
  • Vorrei che chi legge i miei contenuti si sentisse…

Non fermarti a correggere.

Scrivi.

Molte volte il contenuto che stavi cercando è nascosto proprio lì, tra le frasi che hai scritto senza pensarci troppo.

La tua voce vale più di qualsiasi strategia

Puoi studiare tutte le tecniche di copywriting.

Puoi imparare le formule per scrivere un buon hook.

Puoi conoscere gli algoritmi.

Ma c’è una cosa che nessuno può fare al posto tuo.

Raccontare il tuo modo di vedere il mondo.

È questo che rende la tua comunicazione riconoscibile.

Non la perfezione.

Non le parole difficili.

Non il numero di contenuti pubblicati.

La tua voce.

Inizia prima di sentirti pronta

Se aspetti il momento in cui ti sentirai completamente sicura di quello che scrivi, rischi di aspettare molto tempo.

La sicurezza non arriva prima dell’azione.

Arriva dopo.

Un contenuto pubblicato ti insegnerà sempre più di dieci contenuti rimasti nelle bozze.

Perciò concediti di scrivere male la prima versione.

Di cambiare idea.

Di migliorare strada facendo.

Perché raccontarsi online non significa trovare ogni volta le parole perfette.

Significa avere il coraggio di esserci.

Con la propria voce.

Con il proprio ritmo.

Con la propria storia.

Ed è proprio lì che inizia una comunicazione capace di creare fiducia.

Non quando smetti di avere paura.

Ma quando decidi che quella paura non avrà l’ultima parola.

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