Comunicare il proprio lavoro quando si è una libera professionista non è sempre semplice.
Devi trovare le idee, scrivere i contenuti, scegliere cosa pubblicare, aggiornare il sito, rispondere alle persone e, possibilmente, continuare anche a fare il lavoro per cui sei stata scelta.
A un certo punto può venire spontanea una domanda:
“Ma come faccio a comunicare meglio senza passare le giornate sui social?”
La buona notizia è che non servono necessariamente strategie complicate o strumenti costosi.
Esistono alcuni strumenti semplici che possono aiutarti a fare ordine nelle idee, scrivere meglio e rendere più coerente la tua comunicazione online.
Ecco quelli che considero più utili.
1. Un archivio delle idee
Partiamo dallo strumento più semplice: un posto dove raccogliere tutto ciò che potrebbe diventare un contenuto.
Può essere un quaderno, un documento sul computer, le note del telefono o un’app per organizzare le informazioni.
L’importante è che sia sempre a portata di mano.
Perché le idee non arrivano necessariamente quando sei seduta davanti al computer.
Arrivano mentre parli con una cliente, quando rispondi a una domanda, durante una riunione o mentre stai facendo tutt’altro.
Puoi creare alcune categorie:
- domande frequenti delle clienti;
- problemi che risolvi;
- errori comuni;
- esperienze personali;
- opinioni professionali;
- consigli pratici;
- cose che hai imparato;
- falsi miti sul tuo lavoro.
In questo modo, quando arriva il momento di pubblicare, non parti da una pagina bianca.
Parti da un archivio.
Un piccolo esercizio
Per una settimana, annota ogni volta che una persona ti fa una domanda sul tuo lavoro.
Alla fine dei sette giorni potresti avere già cinque, dieci o quindici idee di contenuto.
E soprattutto avrai idee nate da bisogni reali, non da un calendario editoriale inventato a tavolino.
2. Google Trends per capire cosa interessa alle persone
Se hai un blog o vuoi creare contenuti che rispondano a domande realmente cercate online, Google Trends può diventare un alleato interessante.
Lo strumento permette di osservare l’andamento delle ricerche relative a una parola o a un argomento.
Non serve diventare un’esperta di SEO.
Puoi semplicemente partire da una domanda:
“Quali dubbi potrebbe avere una persona che cerca il mio servizio?”
Ad esempio, se sei una nutrizionista potresti esplorare argomenti legati all’alimentazione.
Se sei una consulente HR, potresti partire da temi come colloqui, curriculum o gestione delle persone.
Se sei una copywriter, puoi cercare informazioni relative a copywriting, personal branding, social media o comunicazione.
Il punto non è inseguire ogni trend.
È capire meglio come le persone cercano informazioni.
3. AnswerThePublic per trovare domande
Un altro strumento utile per trovare spunti è AnswerThePublic.
Il suo punto di forza è semplice: permette di partire da una parola chiave e visualizzare molte delle domande e delle ricerche associate a quel tema.
Ed è proprio dalle domande che spesso nascono i contenuti migliori.
Perché una domanda contiene già un bisogno.
E un bisogno può diventare:
- un articolo;
- un post LinkedIn;
- un carosello Instagram;
- una newsletter;
- una FAQ sul sito.
Puoi quindi utilizzare una domanda reale come punto di partenza per costruire un contenuto.
Ad esempio:
“Come faccio a trovare clienti su Instagram?”
può diventare un articolo.
Ma anche:
“3 errori che ti fanno perdere clienti su Instagram”
oppure:
“Non devi essere famosa per trovare clienti online.”
Una sola domanda può generare diversi contenuti.
4. Un correttore non serve solo per gli errori
Quando scrivi, rileggere il testo con occhi nuovi non è sempre facile.
Per questo puoi utilizzare strumenti di revisione linguistica come LanguageTool o altri correttori.
Ma attenzione: non usarli per fare decidere a uno strumento come devi parlare.
Usali per individuare:
- refusi;
- ripetizioni;
- errori grammaticali;
- frasi troppo lunghe;
- problemi di leggibilità.
La tua voce, invece, deve rimanere tua.
Un correttore può dirti che una frase è formalmente corretta.
Non può sapere se quella frase ti rappresenta davvero.
Ed è una differenza importante.
5. Canva per costruire una comunicazione riconoscibile
Se non sei una grafica professionista, Canva può aiutarti a creare contenuti visivi senza dover partire ogni volta da zero.
Ma il vero vantaggio non è avere mille template.
È costruire una coerenza visiva.
Scegli alcuni elementi ricorrenti:
- colori;
- font;
- stile delle immagini;
- composizione;
- elementi grafici.
Non devi trasformare ogni post in un’opera d’arte.
Anzi.
Una grafica semplice ma riconoscibile può essere molto più efficace di un contenuto pieno di elementi.
E soprattutto può aiutarti a comunicare professionalità senza dover reinventare la grafica ogni volta.
6. Un calendario editoriale, ma senza diventare schiava del calendario
Il calendario editoriale è uno strumento utile.
A patto di non trasformarlo in una gabbia.
Puoi utilizzare un semplice foglio Excel, Google Sheets, Notion o qualsiasi strumento con cui ti trovi bene.
Non serve programmare contenuti per sei mesi.
Può essere sufficiente organizzare le prossime due o quattro settimane.
Per ogni contenuto puoi indicare:
| Data | Tema | Formato | Canale | Obiettivo |
|---|---|---|---|---|
| 5 settembre | Errore comune | Carosello | Educare | |
| 8 settembre | Esperienza personale | Post | Connessione | |
| 12 settembre | FAQ cliente | Post | Instagram/LinkedIn | Informare |
| 15 settembre | Approfondimento | Blog | Blog | SEO |
La colonna più importante, però, è “obiettivo”.
Perché non tutti i contenuti devono vendere.
Alcuni servono a farti conoscere.
Altri a dimostrare competenza.
Altri ancora a creare relazione.
7. Un documento delle parole da usare e da evitare
Questo è uno degli strumenti più semplici e, secondo me, più sottovalutati.
Crea un documento chiamato:
“La mia voce.”
Dentro inserisci:
Parole che mi rappresentano
Le parole che usi spontaneamente quando parli del tuo lavoro.
Parole che non userei mai
Termini troppo tecnici, frasi costruite o espressioni che senti lontane da te.
Frasi che dico spesso
Quelle che pronunceresti durante una conversazione con una cliente.
Cose in cui credo
Le tue opinioni professionali, i tuoi valori, il tuo modo di lavorare.
Cose che non prometto
Questo può essere particolarmente utile per distinguerti da una comunicazione piena di promesse irrealistiche.
Questo documento diventa una sorta di bussola.
Quando scrivi un post, puoi chiederti:
“Sembra davvero che l’abbia scritto io?”
Se la risposta è no, probabilmente devi tornare alla tua voce.
Gli strumenti non possono sostituire la tua voce
C’è però una cosa importante da ricordare.
Puoi avere Canva, un calendario editoriale, strumenti SEO, correttori e applicazioni per organizzare le idee.
Ma nessuno di questi strumenti può decidere che cosa vuoi davvero dire.
E soprattutto nessuno può raccontare la tua esperienza al posto tuo.
La tecnologia può aiutarti a organizzare.
La strategia può aiutarti a scegliere.
Il copywriting può aiutarti a trovare le parole.
Ma il punto di partenza rimani tu.
Per questo, prima di chiederti quale strumento utilizzare, prova a rispondere a tre domande:
A chi sto parlando?
Che cosa voglio dire?
Perché dovrebbe interessare a chi mi legge?
Se queste tre risposte sono chiare, anche la scelta dello strumento diventa molto più semplice.
Comunicare meglio non significa comunicare di più
Forse è questa la cosa più importante.
Non devi necessariamente pubblicare ogni giorno.
Non devi essere presente ovunque.
Non devi utilizzare ogni nuovo strumento che compare online.
E non devi trasformarti in una content creator a tempo pieno se il tuo lavoro è un altro.
Devi costruire una comunicazione che sia sostenibile, coerente e riconoscibile.
Una comunicazione che riesca a raccontare ciò che fai, ma anche il modo in cui lo fai.
Perché le persone non scelgono soltanto un servizio.
Spesso scelgono il professionista che sentono più vicino al proprio modo di vedere le cose.
E per arrivare a quel punto non servono cento strumenti.
Serve imparare a usare bene quelli giusti.
E, soprattutto, trovare il coraggio di mettere dentro la comunicazione qualcosa che nessuno strumento può generare al posto tuo: la tua voce.